Alla scoperta delle etichette energetiche

Ormai lo abbiamo capito tutti: la riduzione dei consumi energetici è fondamentale sia per la tutela dell’ambiente sia per la salute del portafoglio. La tecnologia per fortuna ci aiuta, con prodotti che consumano sempre meno corrente, ma è necessario anche essere bene informati per saper scegliere nel modo migliore.
Nel settembre del 1992, la Comunità Europea ha reso obbligatorio l’inserimento delle etichette energetiche, o energy label, per i principali elettrodomestici: frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici e così via. L’elemento principale di queste etichette, che tutti abbiamo imparato a riconoscere, è la classe energetica, che parte da G, la peggiore, per arrivare fino ad A, la migliore. In realtà, già dal 2003 sono presenti sul mercato prodotti ancora più efficienti, che hanno guadagnato la classe A+, A++ e A+++. Di fianco alla lettera, una barra colorata dà subito un’idea grafica dei consumi: una barra rossa più lunga indica un maggiore utilizzo di energia, una verde più corta indica un consumo minore.
Questa però è solo la base delle etichette energetiche, che in realtà comprendono molte altre informazioni utili, anche se meno immediate e intuitive da leggere. Vale la pena dunque di scoprire come sono fatte e quale storia possono raccontarci sui prodotti per i quali stiamo valutando l’acquisto.
Va anche ricordato che a giugno 2010 sono state introdotte delle nuove etichette energetiche, con alcune differenze rispetto a quello vecchie, oltre al fatto che ora sono obbligatorie anche per i televisori e per le cantinette dei vini. Entro la fine del 2011, tutti i produttori dovranno utilizzare le nuove etichette, mentre quelle vecchie saranno consentite solo su prodotti messi in commercio prima di tale scadenza.
Facciamo attenzione a non commettere mai l’errore di confrontare le vecchie etichette con quelle nuove, poiché molto spesso i valori riportati utilizzano delle scale di riferimento differenti. Per esempio, il consumo di lavatrici e lavastoviglie prima veniva valutato sul singolo lavaggio, mentre adesso è riferito a un anno di utilizzo medio, quindi il valore che risulta è oltre 200 volte superiore. Anche per il rumore c’è stata una variazione importante: mentre le vecchie etichette fanno riferimento ai dB(A), che indicano come il suono viene percepito dall’orecchio umano, quelle nuove utilizzano i valori dB, cioè il livello sonoro assoluto.

Vediamo in dettaglio quali sono le diverse etichette e come leggerle.

 

Energy label per frigoriferi

Energy label per lavatrici

Energy label per lavastoviglie

Energy label per climatizzatori

Energy label per forni elettrici

Energy label per televisori

Energy label per cantinette dei vini