Nuove frontiere dell'ecologia domestica

Molti apparecchi elettrici ed elettronici dispongono della funzione stand-by che fa dormire un televisore, un videoregistratore, una console giochi o un computer.

Lo stand-by ci fa risparmiare tempo, perché rende subito disponibile l'apparecchio senza farci scomodare o attendere i tempi d'avvio. Il prezzo da pagare? Un consumo energetico per mantenere acceso il controverso dispositivo colorato e poco altro. Non la pensano così il governo britannico e quello californiano, che da tempo sono intervenuti per tentare di introdurre nuove regole e immaginare nuove frontiere dell'ecologia domestica e industriale. Secondo alcuni studi, infatti, l'8% di tutta l'energia elettrica adoperata nelle abitazioni della Gran Bretagna è dovuta ad apparecchi elettrici dormienti e in attesa di essere utilizzati.

standbyE in Italia? Nel nostro paese, lo stand-by degli elettrodomestici causa un aumento del consumo di energia di circa il 13% l’anno e il relativo notevole aggravio delle spese in bolletta per le famiglie italiane. Un classico esempio può essere il vecchio televisore: secondo i dati dell'Enea (Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente), quando è accesa la Tv consuma in media 130 kWh all'anno, in standby ne consuma 105. Questo considerando i consumi medi di una famiglia: nel caso del televisore, supponiamo di tenerlo acceso per tre ore al giorno, contro le 21 ore di stand by. Si spiega quindi facilmente anche il curioso dato sull'hi-fi: lo utilizziamo per un consumo di 20 kWh all'anno, mentre per tutto il tempo che resta in modalità sleep consumano 60 kWh. Lo stesso vale per videoregistratore, computer, dvd player e così via. Insomma, quella lucetta non è innocente come sembra, e il peso sulla bolletta lo dimostra. A questo punto la domanda sorge spontanea: è proprio necessario quel pulsante? Per risparmiare e inquinare meno, allora, ricordiamoci di spegnere del tutto televisori, stereo e computer che non stiamo utilizzando.