Splinter Cell: muoversi nell’ombra con la leggerezza di un felino

Un gioco di scaltrezza in cui spesso conta più evitare i nemici che eliminarli

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Splinter Cell ci trasporta in un’ambientazione post guerra fredda in Georgia. Dopo un colpo di stato incruento, al comando del paese si trova il miliardario Kombayn Nokoladze. Ora ha in mano armi potenti e un esercito ben addestrato. La CIA manda a indagare due agenti che scompaiono misteriosamente. Non resta che chiedere aiuto alla NSA e alla sua divisione speciale, Third Echelon, che agisce tramite unità Splinter Cell composte di un solo agente.

 

Nelle mani di Sam Fisher

Del caso è investito Sam Fisher. La sua prima mossa è quella d’incontrare un informatore, sperando che possa fornire indizi utili per partire alla ricerca dei due agenti scomparsi. Splinter Cell ci porta all’interno di ambientazioni tetre e oscure. Fisher, da buon agente segreto, preferisce muoversi nell’ombra perché questo è l’unico modo per non farsi scoprire dai nemici. Ogni volta che si passa attraverso un fascio di luce, c’è il rischio serio e concreto di essere scoperti ed essere da soli contro tanti non lascia nessuna speranza di sopravvivenza. Sam Fisher, comunque, ha in dotazione un fotorivelatore che gli indica quanto sia visibile agli avversari, un gadget alla James Bond davvero utile e prezioso. Come armi ha in dotazione una pistola con silenziatore e un fucile con mirino, da usare anche in modalità cecchino. Inoltre, ha a disposizione proiettili di diverso tipo, da quelli in gomma, sino alle granate fumogene.

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Lo stile di gioco

L’ambientazione di Splinter Cell è decisamente coinvolgente. Giocandolo si vive continuamente in uno stato di tensione convivendo con la paura di essere ‘beccati’ da qualche avversario. Non siamo di fronte a uno sparatutto, qui l’azione è basata sullo strisciare e sul cogliere il nemico di sorpresa e alle spalle, magari per costringerlo a darci delle informazioni vitali. Comunque, se la situazione dovesse precipitare, il fucile può anche trasformarsi in un mitragliatore capace di sparare molti rumorosissimi colpi, con tutti i rischi che ne competono. Come ogni agente degno di questo nome, Sam Fisher ha una condizione fisica invidiabile che gli consente di arrampicarsi sui muri, di attraversare ampi spazi sorreggendosi a delle tubazioni o di compiere salti al limite del possibile.

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Un sfida sempre all’ultimo respiro

Splinter Cell garantisce ore e ore di puro divertimento. Le missioni da assolvere sono appassionanti e mai troppo facili. Lo studio della tattica giusta per passare non visti davanti a un posto di guardia è una sfida eccitante e coinvolgente. Anche i fallimenti sono visti con piacere perché non fanno altro che far capire che la strada percorsa non era quella giusta. Altro elemento a favore è la varietà delle missioni che possono andare dal dover salvare degli ostaggi, sino alla cattura del boss o dei suoi aguzzini. Intrigante, a volte feroce, Splitter Cell è e rimane uno dei migliori giochi del genere stealth.

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Tipo di gioco: Sparatutto
Piattaforma: PC, PlayStation 2, Xbox, GBA, NGC
Requisiti PC: processore a 800 MHz, 256 MB di RAM, scheda video da 32 MB, 1 GB di spazio libero sull’hard disk

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