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Rivoluzione 3D per la prossima generazione di processori Intel
C’era non poca attesa su quale sarebbe stata la notizia “bomba” che Intel aveva annunciato per la giornata del 4 maggio e possiamo confermare che le aspettative sono state mantenute in pieno. Intel ha infatti svelato la prossima generazione di processori Ivy Bridge, evoluzione dell’attuale Sandy Bridge, che utilizzeranno rivoluzionari transistor - chiamati tri-gate - dotati di un’inedita struttura tridimensionale invece dell’attuale conformazione planare bidimensionale. Annunciati nel lontano 2002, questi transistor tri-gate tridimensionali sono finalmente disponibili per la produzione in grandi volumi con tecnologia di processo a 22 nanometri, ulteriore evoluzione rispetto all’attuale architettura a 32 nanometri che contraddistingue i microprocessori in commercio. Considerando quanto sia rapida l’evoluzione nel mondo dell’informatica, è facile capire l’enorme portata di questa nuova struttura 3D, che innova processi produttivi consolidati da diversi decenni.

I vantaggi dell’utilizzo di transistor tri-gate 3D sono numerosi. Innanzitutto, grazie a questi transistor i processori possono operare a una tensione inferiore e disperdere minore elettricità, che si riflette in maggiori prestazioni e una superiore efficienza energetica. Quando impiegati con basse tensioni, i tri-gate a 22nm offrono prestazioni superiori del 37% rispetto ai transistor planari a 32nm con gli stessi consumi, diventando così i perfetti compagni di tutti quei dispositivi portatili che amiamo portare sempre con noi e a quali chiediamo prestazioni sempre maggiori: smartphone, netbook e tablet, giusto per fare qualche esempio, che a fronte di una maggiore reattività arriveranno a consumare oltre il 50% in meno di energia.
L’introduzione dei transistor tri-gate 3D consentiranno inoltre a Intel di mantenere il ritmo della Legge di Moore – come viene universalmente definita l’affermazione coniata nel 1965 dal co-fondatore di Intel, Gordon Moore – in base alla quale il numero di transistor inseriti in un chip raddoppia ogni due anni circa. Un ritmo di crescita esponenziale che, con la generazione di processori a 22nm, sarebbe entrato in crisi a causa di limiti invalicabili posti dalle leggi fisiche in merito al controllo della corrente elettrica all’interno del transistor o alla densità di transistor impiantabili su un singolo chip. L’avvio della produzione di massa di questi spettacolari processori Ivy Bridge è prevista da Intel entro la fine dell’anno, quindi possiamo aspettarci di vederli in commercio dall’inizio del 2012.



















