Grazie Steve!

Il 5 ottobre 2011 ci ha lasciato Steve Jobs, il fondatore di Apple e, senza dubbio, una delle persone che negli ultimi 30 anni ha influenzato maggiormente il modo in cui usiamo la tecnologia.
La prima data significativa nella carriera di Steve Jobs è il 1 aprile 1976, giorno in cui, insieme a Steve Wozniak ha fondato Apple. Il primo successo dell’azienda di Cupertino fu, alla fine del 1977, il mitico Apple II, avveniristico home computer per l’epoca, con grafica a colori e floppy disk da 5 pollici e 1/4. Alla fine degli anni ’70,  dopo una visita al centro ricerche della Xerox, che venne pagata a caro prezzo con delle opzioni per comprare delle azioni di Apple,  Steve Jobs ebbe l’intuizione, rivelatasi come in molti altri casi corretta, che tutti i computer avrebbero utilizzato un’interfaccia grafica. Inizia, nei primi anni ’80, una fase conflittuale nella carriera di Steve Jobs in Apple, che porta prima al picco del lancio del primissimo Mac, chiamato allora Macintosh, nel 1984 con il famosissimo spot girato da Ridley Scott e mandato in onda solo una volta durante il Superbowl, per toccare il fondo nel 1985 con l’uscita di Steve Jobs da Apple, dopo una lunga battaglia contro John Sculley, il CEO dell’epoca, ex Pepsi e portato in Apple proprio da Jobs.
Riparlando di quel momento, Steve Jobs ha dichiarato: “Il peso del successo era stato sostituito dalla leggerezza di ricominciare da capo, con meno sicurezze. Mi rese libero di iniziare uno dei periodi più creativi della mia vita”.
Nel 1985 Steve Jobs fondò NeXT Computer, società che non ebbe mai un enorme successo commerciale, ma che sviluppò delle tecnologie innovative, con una forte attenzione al design e all’esperienza utente. Nel 1986 acquisì la divisione di Lucasfilm dedicata alla computer grafica, trasformandola nella Pixar e rivoluzionando, 10 anni dopo, il modo di fare animazione con Toy Story nel 1995, iniziando così una lunga partnership con Disney. Nel 2006 dopo una serie di successi e il quasi divorzio due anni prima, Disney acquisì la maggioranza della Pixar, con un’operazione, basata su scambio di azioni, che portò Steve Jobs, con il 7%, ad essere il singolo maggiore azionista di Disney.
Nel frattempo, nel 1996, Apple annunciò di acquisire NeXT, creando le basi per il clamoroso ritorno di Steve Jobs, che dopo pochi mesi divenne CEO, inizialmente ad interim, iCEO. Cominciò alla fine degli anni novanta una rivoluzione tecnologica e culturale, che, grazie primariamente a Steve Jobs, non solo ha reso Apple la più grande azienda di tecnologia al mondo, ma che ha letteralmente rivoluzionato il modo con cui interagiamo con la tecnologia.
Dal lancio del primo iMac, alla creazione di MacOSX, sistema operativo basato sul lavoro svolto da NeXT, per poi creare nuovi mercati, come quello della musica digitale grazie all’accoppiata iPod/iTunes, fino all’iPhone e all’iPad, gli ultimi 10 anni sono stati un successo dopo l’altro per Steve Jobs e Apple.
Negli anni Steve Jobs è stato anche molto criticato. In questo momento ci piace ricordarlo per i prodotti che ci ha lasciato e, soprattutto, per la grandissima dignità con cui ha affrontato gli anni di malattia. Lascia un vuoto difficilmente colmabile.