Google+, la condivisione social secondo Google

Google ci ha provato con Orkut, una sorta di MySpace che ha spopolato solo in Brasile, poi con Buzz e quindi con Wave, progetto chiuso dopo pochi mesi. L’obiettivo dichiarato di Google è fare un salto nella dimensione social e creare un’alternativa reale a Facebook e Twitter, considerati giustamente i due leader del settore del social networking e del micro blogging. Adesso però Google sembra fare veramente sul serio e il progetto Google+, partito in fase sperimentale con la classica formula ad inviti i primi di luglio, ha tutte le carte in regola per sfondare. L’inizio certo promette bene, visto che le iscrizioni sono state bloccate più volte a causa dell’eccessivo numero di richieste.

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Lo scopo primario di Google+ è quello di permettere alle persone di condividere ciò che vogliono sul web in maniera quanto più simile agli scambi che avvengono di persona, giornalmente, nella vita quotidiana. Interessi, conoscenze, scambi di idee e opinioni… sono solo alcune delle varie forme di interazione che online, usando una tastiera e un monitor, perdono consistenza e immediatezza e che, secondo Google+, devono diventare operazioni facili e naturali da compiere. Gli strumenti ideati da Google per consentire questo e molto altro ancora sono svariati. Innanzitutto i contatti possono essere raggruppati in “Cerchie”, così da avere un maggiore controllo su chi può vedere cosa: ci sarà così la cerchia dei colleghi, quella degli amici più intimi, quella dei parenti, quella del proprio capo e così via, che l’utente potrà selezionare di volta in volta quando posterà un commento o caricherà un’immagine così da limitare l’accesso a quel determinato “pezzetto di vita privata” solo a chi si desidera.

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Un altro aspetto su cui puntano in Google è “Spunti”, ovvero un motore che fa da catalizzatore automatico di contenuti in base agli interessi dell’utente, che ha quindi sempre a disposizione cose da vedere, ascoltare, leggere, senza doverle nemmeno andare a cercare. Poi ci sono i “Videoritrovi”, un’idea interessante per rinfrescare la classica chat. Si tratta di unire il concetto dell’incontro casuale che si può fare in un bar con quello della videochat multi-utente: basta mettersi come disponibili per il “Videoritrovo” e gli amici delle cerchie che si abiliteranno alla chat potranno contattarvi per scambiare quattro chiacchiere. Non manca poi la geolocalizzazione, disponibile anche per i dispositivi fissi come i computer desktop, e l’upload automatico delle foto che avviene con la funzione “Caricamento istantaneo”, così che le immagini scattate non rimangano a prendere polvere nello smartphone o tablet di turno ma siano condivise con immediatezza. “Huddle” è invece un sistema di messaggistica di gruppo che viene in soccorso quando ci si ritrova a dover organizzare un meeting tra amici senza il rischio di impazzire tra decine di sms spediti e risposte che si accavallano senza ordine.

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L’interfaccia generale della pagina principale, alla quale accedere (quando abilitati) con il proprio account Google, non stravolge il look di quanto già proposto da Facebook, con ad esempio la colonna centrale in cui figurano gli aggiornamenti di stato e i contenuti pubblicati dai contatti o la parte superiore con i comandi per caricare foto, video, link. Il famoso “Mi piace” di Facebook è sostituito in Google+ dal “+1”, che è comparso anche nella pagina di ricerca del celebre motore di ricerca. Al momento mancano ancora le applicazioni, che hanno contribuito in maniera fondamentale al successo di Facebook, ma considerando la natura “beta” del progetto Google+, le aspettative non possono che essere interessanti.