Apple OS X 10.6 Snow Leopard

Mac OS X 10.6 “Snow Leopard” utilizza un motore di sistema completamente rivisitato: ora quasi tutte le applicazioni operano a 64 bit e, il sistema operativo sfrutta pienamente le Cpu multi core e le moderne schede grafiche  

L’ultima release del sistema operativo dedicato ai sistemi Mac, ovvero OS X 10.6 Snow Leopard, offre una maggiore velocità di esecuzione, un’ottimizzazione nell’uso del disco e, soprattutto, una migliore gestione delle risorse hardware, con estese capacità di sfruttamento delle attuali Cpu multi core e dell’indirizzamento a 64 bit, quindi di grandi quantità di memoria. Queste caratteristiche, unite a un prezzo di 29 euro, rendono Snow Leopard particolarmente appetibile, un aggiornamento quasi doveroso per gli utenti di computer Mac basati su tecnologia Intel. A differenza dei precedenti aggiornamenti di OS X, che hanno sempre offerto importanti aggiunte, modifiche o integrazioni all’interfaccia, Snow Leopard è praticamente invariato, rispetto a OS X 10.5 Leopard. 

 

OSX_snow_leopard_page01Sono comunque presenti numerosi aggiustamenti funzionali su Dock ed Exposè: per esempio un Ctrl + clic su un qualunque elemento presente sul Dock fa comparire la lista delle opzioni, con scritte bianche su fondo semitrasparente, mentre in Leopard la finestra di opzioni era con testo nero su fondo bianco. Stacks ora permette la navigazione diretta nelle cartelle con un singolo click del mouse, cosa precedentemente non consentita: una soluzione molto comoda per l’organizzazione dei documenti. Un’opzione molto interessante introdotta nel Dock riguarda la visualizzazione di tutte le finestre aperte di un determinato programma in un’unica schermata, mediante Exposè: premendo e mantenendo premuto il tasto sinistro del mouse sull’icona dell’applicazione desiderata (per esempio il browser), automaticamente lo sfondo del desktop si scurisce e vengono allineate le finestre aperte di quella specifica applicazione. 

OSX_snow_leopard_page02Finder, come il resto delle applicazioni, su Snow Leopard trae beneficio dai 64 bit e dalle Cpu multi core, grazie alla tecnologia Grand Central Dispatch, che si occupa di smistare il carico di lavoro sui core presenti, ottimizzando l’assegnazione di task a più core e processori. Nel complesso tutto il sistema risulta più reattivo e fluido rispetto a Leopard, proprio grazie a questa ottimizzazione nell’uso delle risorse. Per quanto riguarda le applicazioni, Apple QuickTime Player, il software per la riproduzione audio e video, è stato completamente rinnovato: in particolare è l’interfaccia ad aver subito un radicale cambiamento e ora è quasi inesistente, o almeno invisibile. Aprendo un filmato questo viene mostrato ingombrando l’intera finestra, e la barra per il controllo della riproduzione viene sovrapposta lungo il margine inferiore, scomparendo automaticamente dopo un paio di secondi, mentre nella parte superiore viene mostrato il titolo del brano o filmato in esecuzione.

 

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