Caricabatterie universali per cellulari

Siamo i più grandi consumatori al mondo pro capite di telefoni cellulari. Sappiamo bene, quindi, cosa voglia dire cambiarne uno: buttare il precedente caricabatteria. Infatti, ogni casa produttrice, ma potremmo dire quasi ogni modello, ha in dotazione un caricabatterie unico, non adatto a ridare energia ad altri telefoni. Ecco, quindi, la caccia nel cassetto al caricabatterie giusto o l’impossibilità, se ci si trova a casa di amici con le batterie e terra, di ridare vita al nostro prezioso comunicatore universale. Inoltre, ciò incide molto più di quanto si potrebbe pensare sull’inquinamento. Lo smaltimento dei caricabatterie usati, molto spesso gettati nel cestino quando ancora funzionanti proprio perché non adatti al nuovo telefono appena acquistato, ha, infatti, un costo economico e ambientale altissimo.


La soluzione: un caricabatterie unico
Fortunatamente da tempo l’Unione Europea ha deciso di adottare un caricabatterie unico. Inizialmente doveva entrare in opera nel 2010, ma poi tutto è slittato a gennaio 2011. Comunque, non lo vedremo sin da subito in azione. Come sempre, ci sono da smaltire le vecchie scorte e, inoltre, per ora è obbligatorio solo su smartphone e su telefoni multifunzione. C’è però da dire che questa tipologia di telefono ha ormai un mercato molto vasto ed è, quindi, già interessata all’operazione una percentuale elevata tra i modelli commercializzati.
Il nuovo caricabatterie universale deve avere una presa mini USB, che troveremmo quindi presto su tutti i modelli. La scelta è caduta sul mini USB perché è piuttosto affidabile ed economico. Un collegamento di questo tipo è garantito per circa diecimila operazioni attacca/stacca. Se lo facessimo una volta al giorno, la spina del nostro caricabatterie dovrebbe funzionare per quasi trent’anni!
L’accordo vede riuniti ventisette paesi europei ed è stato firmato da, in rigoroso ordine alfabetico, Apple, Atmel, Emblaze Mobile, Huawei Technologies, LGE, Motorola Mobility, NEC, Nokia, Qualcomm, RIM, Samsung, Sony Ericsson, TCT Mobile, Texas Instruments. Ovviamente anche gli altri, se vorranno vendere telefoni in Europa, si dovranno obbligatoriamente adattare.