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Guide e tutorial

TV grandi schermo, Ultra HD e con HDR: le migliori tecnologie per il massimo dell'intrattenimento

Il 2016 è l’anno di Ultra HD e HDR, due tecnologie che donano ai nuovi TV a grande schermo una qualità d’immagine senza paragoni.

immagine con e senza HDR Dolby Vision

Anno 2016: dopo la rivoluzione portata nel 1955 dalle prime trasmissioni a colori, una seconda rivoluzione ha inizio sotto il segno di Ultra HD e HDR, le due tecnologie per i TV di nuova generazione grazie alle quali la qualità delle immagini compie un ulteriore, spettacolare, balzo in avanti. L’Ultra HD, tema dominante di fine 2015, identifica infatti la risoluzione di 3840x2160 pixel del pannello che, con i suoi otto milioni di punti, risulta quattro volte superiore rispetto al Full HD e permette di riprodurre i film nel modo più fedele possibile partendo dalla risoluzione cinematografica di 4096x2160 pixel. L’HDR, invece, fa sì che colori, contrasto e luminosità possano esplodere sullo schermo per rivelare la vera bellezza delle immagini di film e serie TV.

Gamma LG TV OLED 2016

HDR, impatto visivo senza paragoni

HDR significa High Dynamic Range, ovvero Elevata Gamma Dinamica, ed è una tecnologia applicata al video da non confondere con l’HDR fotografico, dove scatti realizzati a diverse esposizioni vengono uniti ed elaborati via software per generare un’unica foto con colori vibranti e neri profondi. Grazie all’HDR video ciò che viene visualizzato sul televisore è quanto più possibile vicino, come colori, luminosità, contrasto e, più in generale, qualità visiva, a quello che vedono i nostri occhi quando osservano la realtà che ci circonda. I nostri occhi sono infatti due sensori incredibili, più avanzati e sensibili di qualsiasi tecnologia, capaci di adattarsi a situazioni di luce estreme e di coglierne sempre le molteplici sfumature, come ad esempio il tremolio di una candela immersa nell’oscurità o i vari livelli di dettaglio di un ambiente al chiaro di luna. Dettagli che i classici TV non riescono a riprodurre a causa dei limiti dei pannelli convenzionali, incapaci di gestire i picchi più estremi della gamma di colori, luci e ombre che formano un’immagine, la quale viene quindi “appiattita” per rientrare nelle capacità tecniche del TV. L’HDR abbatte questi limiti e, grazie all’uso di nuovi componenti, permette ai TV di nuova generazione di avvicinarsi come mai prima d’ora alle immagini del mondo reale.

Samsung TV SUHD 2016

I numeri dell’HDR

Per fare questo i TV con HDR sono dotati di tre caratteristiche fondamentali: pannello a 10 bit invece dei classici 8 bit in grado di fornire una palette di colori più ampia e quindi più sfumature, supporto allo spazio colore esteso (il cosiddetto Wide Gamut) e capacità di raggiungere valori di luminosità massima e minima ben precisi. Un TV HDR è quindi in grado di riprodurre il 54% dei colori del mondo reale contro il 35% di un TV normale, valore che nel prossimo futuro potrà salire fino al 76%, ma soprattutto raggiunge i 1000 nits massimi contro i 100 nits dei TV classici, risultando quindi 10 volte più luminoso. I nits, infatti, sono l’unità di misura utilizzata per calcolare la luminosità di un pannello ed equivalgono a una candela per metro quadro. E anche in questo caso siamo solo all’inizio, visto che lo standard HDR già prevede di poter gestire una luminosità di picco fino a 4000 nits. Al di là di sigle e tecnicismi, quel che più importa è il risultato su schermo assicurato dall’HDR, che toglie il velo opaco che ha da sempre ingabbiato le immagini riprodotte dai TV convenzionali per offrirci più colori, sfumature e microdettagli sulle alte e basse luci.

Sony Bravia XD93

Grande è bello

Se c’è un aspetto di un TV che non è mai abbastanza, è la sua diagonale di schermo. Più grande è, meglio è, a tutto vantaggio dell’immedesimazione in ciò che si sta guardando. Gli ormai imminenti Europei UEFA 2016 che inizieranno il 10 giugno in Francia sono un perfetto esempio di quanto un grande schermo sia in grado di rendere ancora più esaltanti le partite, per non parlare dei film in Ultra HD in continuo aumento. La dimensione dello schermo andrebbe scelta in base alla distanza di visione, che diminuisce all’aumentare della risoluzione del pannello. Se quindi con un vecchio TV HD Ready la distanza di visione raccomandata era circa 4 volte la diagonale in cm dello schermo, con il Full HD si è passati a 2,5 volte la diagonale, sino all’1,5 volte richiesto dall’Ultra HD. Una maggiore risoluzione, infatti, consente di avvicinarsi allo schermo senza paura di vedere i singoli pixel, facilitando così il coinvolgimento e il senso di essere “dentro” lo spettacolo in onda, senza che vi siano controindicazioni di affaticamento degli occhi o altro. Ecco quindi che grazie ai valori di cui sopra è facile calcolare che se il divano si trova a 1-1,5 metri il TV Ultra HD consigliato deve avere diagonale tra 40 e 46 pollici, mentre se si è lontani 2-3 metri il miglior coinvolgimento lo si ottiene con schermi da 60-85 pollici.


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