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Medal of Honor: Warfighter, la guerra si fa seria in compagnia dei corpi speciali di tutto il mondo
24.10.2012 - Novità e anteprime

Medal of Honor: Warfighter, la guerra si fa seria in compagnia dei corpi speciali di tutto il mondo

Medal of Honor: Warfighter

Il brand Medal of Honor è da sempre sinonimo di sparatutto a sfondo bellico targato EA, con il primo titolo che risale al lontano - videoludicamente parlando - 1999, quando debuttò sulla storica PlayStation 1. Di strada ne è stata fatta molta da allora, altri famosi brand si sono fatti strada conquistando i favori del pubblico, innalzando il tasso di spettacolarità e l’impatto cinematografico degli fps di guerra.
Con questo nuovo Medal of Honor: Warfighter i programmatori di Danger Close, ai quali vanno i meriti di aver rilanciato la serie nel 2010, hanno accolto nel loro team veterani dell’industria provenienti da altre software house leader del genere quali DICE e Treyarch, con il preciso obiettivo di creare il miglior MoH possibile, fondato sui principi del realismo (o quantomeno della verosimiglianza), del rispetto e dell’onore per i soldati che oggigiorno sono impegnati in scontri armati in giro per il mondo.

Medal of Honor: Warfighter

Per fare questo il team di sviluppo è partito dall’imbastire una storia sempre focalizzata sui personaggi incontrati in Medal of Honor del 2010, ovvero Preacher, Mother, Voodoo e gli altri compagni d’avventura, utilizzando però come teatro degli scontri non un singolo luogo e un singolo evento storico ma coinvolgendo i protagonisti in un quadro più grande, che li porterà a battagliare in location selvagge e remote come la Somalia e le Filippine nel tentativo di sconfiggere la minaccia globale chiamata PETN, una letale forma di esplosivo usata da spietati terroristi per seminare il terrore entro i confini delle nazioni scelte come loro obiettivo, tra cui figurano anche gli immancabili USA.
L’attacco sul suolo patrio porta Preacher, da poco rientrato dalla sua famiglia, a dover tornare sul campo per difendere e proteggere le persone che ama: una storia di primo acchito abbastanza standard che però nasconde interessanti approfondimenti riguardo la vita di questi soldati appartenenti ai reparti classificati Tier 1, ovvero l’elite dell’elite dei corpi speciali di tutte le nazioni del mondo, soldati che agiscono sotto il controllo diretto del National Command Authority per svolgere incarichi impossibili per chiunque altro. Proprio il contributo di alcuni di questi Tier 1 Operators della U.S.

Medal of Honor: Warfighter

Special Operations Community ha permesso ai programmatori di Danger Close di riprodurre su schermo eventi legati al mondo reale, con strategie e modalità di ingaggio realistiche, anche se ovviamente adattate al contesto videoludico, che richiede sempre una certa dose di spettacolarizzazione.
Proprio sotto il profilo dell’impatto visivo sia durante il gioco in tempo reale che nelle sequenze scriptate, Medal of Honor: Warfighter fa buon uso della potenza del motore Frostbite 2 - già apprezzato in Battlefield 3 - con distruzione massiccia dell’ambiente di gioco, effetti particellari a profusione, esplosioni spettacolari e accurata gestione della fisica balistica e dei veicoli che si potranno guidare nel corso dell’avventura.
Uno dei maggiori pregi di Medal of Honor: Warfighter consiste infatti nella varietà di situazioni in cui il giocatore si trova coinvolto lungo il dipanarsi degli eventi, non solo tra una missione e l’altra, ma nel corso del singolo livello: una sparatoria in campo aperto dove far uso delle coperture che si distruggono dinamicamente sotto i colpi dei nemici può essere seguita da una fase di guerriglia urbana tra stretti vicoli con tanto di irruzioni in abitazioni da ripulire, passando poi a una sezione di cecchinaggio per garantire la copertura ai propri compagni rimasti bloccati sotto il fuoco nemico.

Medal of Honor: Warfighter

Il ritmo di gioco è quindi molto vario e si passa facilmente dalla frenesia degli scontri a fuoco più cruenti alla tensione delle irruzioni più silenziose, con i dialoghi e le sequenze di intermezzo che aiutano a creare la giusta atmosfera con i propri compagni di team.
Menzione doverosa per il multiplayer, con le varie classi di soldati tra cui scegliere ben bilanciate ed equilibrate e un’ottima varietà nel game design delle mappe, con la spettacolare Shogore Valley a spiccare su tutte, senza dimenticare la possibilità di impersonare ben 13 Tier 1 Operators realmente esistenti e fedelmente riprodotti in versione digitale dai ragazzi di Danger Close.


VIDEO



SCHEDA TECNICA - Medal of Honor: Warfighter

Genere: Sparatutto
Sviluppatore: Danger Close Games
Distributore: Electronic Arts
Giocatori: 1 - 10
Lingua audio: italiano
Lingua testi: italiano
Lingua manuale: italiano
Piattaforme: PlayStation 3, Xbox 360
PEGI: 16+