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Metal Gear Rising: Revengeance, il ritorno di Raiden e della sua affilatissima katana
21.02.2013 - Novità e anteprime

Metal Gear Rising: Revengeance, il ritorno di Raiden e della sua affilatissima katana

Metal Gear Rising: Revengeance

Quando c’è di mezzo Hideo Kojima, deus ex machina della saga di Metal Gear Solid, le sorprese sono sempre dietro l’angolo, e Metal Gear Rising: Revengeance ne è l’ultima dimostrazione.
Presentato nel 2009 con il titolo Metal Gear Solid: Rising e in via di realizzazione negli studi della Kojima Productions come action-stealth ambientanto a cavallo degli avvenimento narrati in Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty e Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, il titolo è stato prima cancellato a causa delle difficoltà incontrate dal team di sviluppo nell’affrontare un gioco basato su meccaniche di gameplay così action, e poi rilevato dai validi programmatori di Platinum Games, creatori di giochi adrenalinici di assoluto valore come Vanquish e Bayonetta.

Metal Gear Rising: Revengeance

Kojima è comunque rimasto a sovraintendere l’impianto narrativo e il character design dei personaggi, Raiden in primis. Da questa particolare collaborazione è scaturito Metal Gear Rising: Revengeance, un action game che punta a dare una bella rinfrescata al genere con il suo particolarissimo sistema di combattimento, basato sul Blade Mode. In pratica tutto, o quasi, quello che c’è a schermo può essere affettato dalla potentissima spada di cui è dotato il protagonista, conosciuto nel secondo e quarto capitolo di Metal Gear Solid.

Metal Gear Rising: Revengeance

Le vicende prendono proprio il via nel 2018, quattro anni dopo gli eventi narrati in Guns of the Patriots, con Raiden che lavora, sempre sotto forma di ninja cyborg, presso una compagnia privata impegnata nella protezione di importanti personalità dei paesi emergenti, prese sempre più spesso di mira da corporation senza scrupoli assoldate da Stati nemici e contrari all’ascesa al potere di persone scomode.
Durante una missione Raiden fa l’amara conoscenza della Desperado Enforcement  e in particolar modo del ninja Sam Rodriguez, che lo lascia gravemente ferito e da il via agli eventi del gioco, che vedranno Raiden gettarsi a capofitto nella battaglia in cerca di vendetta.
Tema portante dell’avventura è lo scontro all’arma bianca e con armi da fuoco di vario tipo delle quali entrerà in possesso Raiden, da usare per sconfiggere nemici in gruppo o giganteschi boss sfruttando, come detto, il particolare sistema “affettatutto” ideato dai Platinum Games seguendo il concept originale di Kojima: dopo aver stordito l’avversario con una combo di calci e spadate “classiche”, è infatti possibile premere il trigger dorsale del pad per entrare in una modalità rallentata di taglio del bersaglio inquadrato, con lo stick del pad che serve per orientare i fendenti e dare vita a devastanti opere di distruzione all’arma bianca.

Metal Gear Rising: Revengeance

Non mancano poi potenziamenti da ottenere dai nemici o trovare sul campo di battaglia con i quali migliorare le abilità e i poteri di Raiden, così come sono state mantenute le affascinanti sequenze animate a là Metal Gear Solid, fortemente volute da Kojima per approfondire la trama ed elevare il tenore del titolo, rendendolo qualcosa di più del classico action fracassone e con la storia un po’ banale.

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