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PC all-in-one, quando il computer desktop unisce potenza e design
22.09.2015 - Guide e tutorial

PC all-in-one, quando il computer desktop unisce potenza e design

Esteticamente curati, pratici, potenti e adatti a un utilizzo decisamente trasversale, così come trasversali sono le tipologie di utenti a cui possono interessare: sono i PC all-in-one, un concentrato di tecnologia e design che ha, di fatto, cambiato volto alla classica concezione del computer fisso per la casa. Con il termine all-in-one, ovvero tutto-in-uno, si intendono quei computer in cui display, unità di elaborazione, connessioni e storage sono raccolti in un unico apparecchio, da completare con il classico binomio mouse + tastiera. A seconda delle scelte di design compiute dai vari produttori di PC all-in-one, l’hardware necessario al funzionamento del computer può essere integrato dietro il display, che risulterà così spesso qualche centimetro in più della norma, oppure nella base del monitor.

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La sensazione di ordine e pulizia nell’avere di fronte un computer completo di tutto punto con gli ingombri di un classico monitor non cambia, l’unica differenza la possono fare la disposizione delle porte di connessione - USB, HDMI, jack audio, Ethernet e così via - che in alcuni modelli possono essere poste sul retro dello schermo e quindi non sempre immediate da raggiungere. Il minimalismo di cavi proprio di un all-in-one raggiunge il suo apice quando anche mouse e tastiera a corredo sono dotati di tecnologia senza fili - tipicamente Bluetooth -, lasciando così all’utente il compito di collegare solo il semplice cavo di alimentazione. In questo modo il PC all-in-one può essere posizionato veramente dove si desidera: su un tavolino a se stante nella più classica postazione di studio/gioco/lavoro, su una scrivania in condivisione con mouse e tastiera riposti in un cassetto quando non usati oppure anche appeso al muro con una staffa ad hoc, preferibilmente estendibile e orientabile.

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Il concetto di tutto-in-uno non riguarda però solo il lato estetico ma contraddistingue l’intera filosofia costruttiva di questi PC, completi sotto i più svariati punti di vista, specie per quanto riguarda connettività e connessioni. Nel primo caso infatti gli all-in-one incorporano i moduli Wi-Fi e Bluetooth così da potersi collegare alla rete di casa senza bisogno di usare un cavo Ethernet. In questo modo si semplifica il dialogo e lo scambio di file con altri dispositivi quali smartphone, tablet, la già citata combo mouse e tastiera, cuffie, stampanti e altoparlanti attivi, con l’eventuale ulteriore comodità del chip NFC integrato con il quale il pairing diventa estremamente intuitivo visto che basta avvicinare il device portatile o la cuffia al desktop all-in-one per metterli in comunicazione. I moderni all-in-one riescono a soddisfare non solo l’occhio ma anche altri importanti fattori quali potenza, capienza e, in maniera minore, espandibilità. Merito dei notevoli progressi compiuti nella miniaturizzazione dei componenti base che costituiscono un computer senza per questo rinunciare alle prestazioni, anzi. Ne sono un esempio i processori (CPU) con scheda video (GPU) integrata o affiancati da chip grafici in versione mobile, che nella scheda tecnica del computer si riconoscono per il suffisso M al termine della sigla che identifica la scheda grafica. Queste due soluzioni in passato erano difficilmente paragonabili anche alle più modeste schede grafiche dedicate mentre adesso sono capaci di far girare giochi di ultima generazione e applicativi foto/video di livello semi-professionale. Un risultato raggiunto grazie alle notevoli risorse investite dai produttori di processori che hanno fatto raggiungere alle GPU integrate e ai chip grafici in versione mobile prestazioni che nel giro di 4 anni sono cresciute di 16 ordini di grandezza.

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Ne è un esempio l’iMac da 27”, all-in-one utilizzato in ambito grafico/video di alto livello che infatti utilizza una GPU versione mobile di fascia alta capace di compete con schede video dedicate di fascia medio-alta e disponibile anche nella versione con ben 4 GB di RAM dedicata. Nella scelta di un all-in-one la sezione grafica è quella più importante da considerare, anche perché gli altri componenti hardware principali sono gli stessi che è possibile trovare in un PC desktop classico: CPU, RAM e spazio di archiviazione offrono le medesime prestazioni e dipendono unicamente dalle opzioni di configurazione previste dalla casa produttrice. L’hard disk classico da 1 TB o più può essere affiancato da un’unità SSD con la quale velocizzare l’avvio del computer e l’esecuzione dei programmi, mentre la RAM iniziale, solitamente di 4 GB per gli all-in-one di fascia entry level/media e di 8 GB per quelli di fascia alta può essere espansa facilmente, anche dall’utente, fino a 16 o 32 GB.

Connettività iMac

Proprio il discorso espandibilità merita un approfondimento a parte poiché si tratta dell’unico aspetto che differenzia fortemente un PC all-in-one da un computer costruito a partire da un classico case. Solitamente i componenti di un all-in-one non possono essere sostituiti a piacere dall’utente ad esclusione della RAM, nella maggior parte dei casi accessibile dietro uno sportellino posto sul retro dello schermo. È buona cosa quindi optare sin dall’inizio per una configurazione quanto più possibile di alto livello per il modello di PC all-in-one che si desidera acquistare così da essere a “prova di obsolescenza” per parecchi anni e considerare, come futuro upgrade, unicamente quello della RAM. La completezza di connessioni cui sono dotati i moderni PC all-in-one consente comunque di aggiungere con facilità storage esterno ultraveloce USB 3.0 o Thunderbolt, oppure un hard disk wireless da posizionare dove si vuole e al quale accedere in qualsiasi momento senza dover nemmeno usare un cavo di collegamento ma sfruttando il Wi-Fi n o ac integrato nel PC.

l¿evoluzione dell¿iMac

Infine c’è il monitor, il protagonista principale di un PC all-in-one, essendo in definitiva l’unica cosa che si vede quando si utilizza il computer. I display degli all-in-one partono dai 16 e salgono fino ai 27 pollici e, a seconda del sistema operativo installato, possono essere dotati di tecnologia touch fino a 10 punti di contatto contemporaneo. I computer Apple della linea iMac con Mac OS X usano come sistema di input la classica combo mouse + tastiera Bluetooth, mentre gli all-in-one con Windows 10 sono dotati di schermi touch così da sfruttare al meglio l’interfaccia Modern UI a riquadri animati dell’ultimo sistema operativo Microsoft. A questi si aggiungono ibridi come l’Asus Transformer AiO, che partono dal concetto di computer all-in-one con sistema operativo Windows 10 e lo espandono al mondo mobile offrendo la possibilità di staccare il display dalla base su cui poggia, che diventa così un tablet con sistema operativo Android. Unendo la natura tutto-in-uno, il design minimale, il display touch e Windows 10 a una base inclinabile, ecco che il PC diventa anche uno strumento conviviale, trasformandosi a tutti gli effetti in una grande superficie tattile dove scorrere fotografie in compagnia degli amici, giocare e rivisitazioni digitali di classici giochi da tavolo, ascoltare musica e altro ancora, sempre in punta di dita.

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