Tecnologia Facile
#tecnologiafacile

Telefonia e Smartwatch

4G/LTE, tutto quello che c'è da sapere sullo standard che apre le porte al super-internet in mobilità
18.02.2013 - Guide e tutorial

4G/LTE, tutto quello che c'è da sapere sullo standard che apre le porte al super-internet in mobilità

Dopo i primi timidi esperimenti tenutisi a fine 2012, lo standard 4G/LTE è finalmente sbarcato anche in Italia in grande stile, offrendo ai possessori di terminali compatibili con le reti di quarta generazione la possibilità di viaggiare in internet in mobilità con velocità superiori a quelle raggiungibili con la migliore linea ADSL di casa. L’LTE, acronimo di Long Term Evolution, è quindi il successore del 3G/UMTS e viene considerata come la tecnologia per le reti mobili di quarta generazione, da qui l’abbreviazione 4G, benché tecnicamente rientri tra i protocolli pre-4G.
Le velocità raggiungibili con la connessione LTE e la necessità di comunicare con chiarezza lo step evolutivo di questa tecnologia verso il grande pubblico hanno però spinto l’ITU, ovvero l’Unione internazionale delle telecomunicazioni che si occupa di definire e certificare gli standard delle telecomunicazioni in ambito mobile, a classificare l’LTE come 4G, per la gioia delle compagnie telefoniche e della chiarezza in termini di marketing e comunicazione.
Al di là dei dettagli buro-tecnici, l’LTE/4G ha nei numeri la sua forza, consentendo infatti di raggiungere in questa fase iniziale di lancio una velocità in download di 100 Mbit/s e di 50 Mbit/s in upload, destinate a salire rispettivamente fino a 300 Mbit/s e 75 Mbit/s entro qualche anno viste le potenzialità insite nel protocollo LTE. Cifre veramente importanti se si pensa che il pur ottimo standard 3G/HSPA+, con il quale navigare in maniera rapida e piacevole su praticamente tutti i siti, quando sfruttato al massimo della velocità teorica consentita permette di raggiungere i 42 Mbit/s in download e i 22 Mbit/s in upload, anche se questi ultimi vengono poi generalmente limitati dagli operatori ai 5.76 Mbit/s dell’HSPA.



Una delle caratteristiche più importanti riguardanti il 4G/LTE è la possibilità di funzionare su svariate frequenze radio e la sua modulabilità nel coso del tempo, con l’opportunità di rendere il chip 4G/LTE integrato nei vari dispositivi compatibile con nuove frequenze in caso di ulteriori sviluppi dello standard. In Europa, e quindi in Italia, le frequenze liberalizzate per il 4G/LTE sono quattro:
- 800 MHz, per la copertura all’interno degli edifici e di grosse aree urbanizzate
- 900 Mhz, in via di attivazione in seguito alla dismissione di frequenze dello standard GSM
- 1.800 MHz, la prima ad essere stata attivata e recuperata da frequenze GSM in dismissione
- 2.600 MHz, per la copertura capillare di grandi centri abitati, liberata a fine 2012 dal Ministero della Difesa in quanto usata da alcuni suoi radar militari

La questione delle frequenze si collega direttamente ai due attori principali del 4G/LTE: gli operatori telefonici e gli apparecchi compatibili con questa nuova tecnologia. Per quanto riguarda gli operatori, attualmente in Italia tutte le maggiori compagnie hanno partecipato all’asta di assegnazione delle frequenze ma con dei distinguo: TIM e Vodafone hanno infatti acquistato blocchi di frequenze sugli 800, 1.800 e 2.600 MHz, Wind ha a disposizione le frequenze degli 800 e 2.600 MHz e infine 3 Italia ha opzionato le frequenze dei 1.800 e 2.600 MHz.
Questa disomogeneità a livello nazionale tra i vari operatori telefonici si riflette anche a livello mondiale per quanto riguarda la compatibilità con le frequenze LTE liberalizzate negli altri Paesi e, in ultima ratio, sugli smartphone e i tablet dotati di chip LTE. Ogni zona del mondo ha infatti le sue frequenze destinate all’LTE e, se in Europa sono le quattro citate poco sopra, negli USA, ad esempio, i vari operatori utilizzano le frequenze dei 700, 1.700, 2.100 e 2.600 MHz, mentre in Asia le compagnie telefoniche hanno a disposizione lo spettro degli 850, 1.500, 1.800, 2.100, 2.500 e 2.600 MHz.
La possibilità di poter utilizzare il proprio smartphone/tablet anche oltreoceano è quindi abbastanza remota ed è subordinata alla presenza di un accordo di roaming tra il proprio operatore e una delle compagnie telefoniche del Paese in cui ci si sta recando e alla compatibilità del chip LTE installato nel proprio terminale con le bande di frequenza attive nel luogo di destinazione.


I chip LTE presenti nei vari smartphone/tablet non sono infatti tutti uguali. A seconda della scelta compiuta dal costruttore possono essere abilitate un determinato quantitativo di frequenze, che influenzano quindi il funzionamento del terminale con un determinato operatore e la sua operatività anche al di fuori dell’Europa.
L’iPhone 5 di Apple venduto in Europa, ad esempio, può funzionare sulle frequenze degli 850, 1.800 e 2.100 MHz, quindi in base a quanto detto sin qui è compatibile in Italia con la rete LTE di TIM, Vodafone e 3 Italia ma non Wind, e può essere usato all’estero sia negli USA che in Asia.
Altri produttori, come Samsung, puntano invece alla massima compatibilità con le frequenze Europee e tutti i prodotti dotati di chip LTE - come il Galaxy S III o il Galaxy Note II - sono così compatibili con le tre frequenze degli 800, 1.800 e 2.600 MHz, mentre il recentissimo Galaxy Express supporta anche i 900 MHz da poco liberalizzati; oppure Nokia che con i Lumia 920 e Lumia 820 espande la compatibilità su ben cinque frequenze per un uso il più possibile "globale" (800, 900, 1.800, 2.100, 2.600 MHz). Discorso analogo per i tablet, che cambiano compatibilità con le varie frequenze a secondo del produttore: iPad Retina di quarta generazione e iPad mini sono compatibili con cinque frequenze LTE (700c, 850, 1.800, 1.900, 2.100 MHz), l’Asus Transformer Pad TF300TL è tri-band sui classici 800, 1.800, 2.600 MHz, così come il Galaxy Tab 8.9 di Samsung.



A livello pratico, il 4G/LTE offre non solo elevatissime velocità di download e upload, ma anche valori di "ping" - ossia di risposta al ricevimento di una richiesta via web - estremamente bassi, che si traducono nel caricamento praticamente istantaneo di qualsiasi sito internet, anche il più complesso e graficamente curato.
Inoltre, un basso ping e un’ampiezza di banda così ampia come quella garantita dall’LTE rende impeccabili le videochiamate tramite programmi VoIP come Skype e prive di incertezze le partite multiplayer online a videogame in tempo reale come FPS e racing game, dove qualsiasi incertezza e calo di prestazioni della rete può risultare fatale. Grazie all’LTE, poi, è possibile aprire le porte alla banda larga anche a quelle zone d’Italia non ancora raggiunte dalla connettività ADSL su cavo, diminuendo così il cosiddetto digital divide e incrementando l’"alfabetizzazione informatica" dell’Italia tramite le risorse che solo Internet può fornire.