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Tom Clancy's The Division, tensione e adrenalina in una New York post-apocalittica
07.03.2016 - Novità e anteprime

Tom Clancy's The Division, tensione e adrenalina in una New York post-apocalittica

Nei panni di un agente della Divisione dobbiamo scoprire chi ha messo in ginocchio New York sfruttando un ampio arsenale hi-tech e la collaborazione di tre compagni di squadra, il tutto in un ambiente open world sempre connesso.


Online, open world, RPG. Sono queste tre le parole che identificano meglio di qualunque altre la sfaccettata natura di Tom Clancy's The Division, il tanto atteso Gioco di Ruolo d’azione online a mondo aperto di Ubisoft. The Division conquista innanzitutto grazie alla sostanza del gameplay, che mette il giocatore ai comandi di un agente speciale impegnato a scoprire la causa della devastazione che ha investito New York e a sopravvivere in un mondo ostile e avverso, dove la necessità di allearsi con altri giocatori è tanto fondamentale quanto il non doversi mai fidare di nessuno, nemmeno dei cosiddetti amici. La tensione è quindi sempre palpabile nel corso di una partita a The Division, un gioco ambizioso che unisce il single player con il multi in un mondo online sempre disponibile a partite nuove e imprevedibili, da iniziare se si vuole anche da soli e completare, perché no, in compagnia dopo aver stretto una (fragile) alleanza con altri giocatori incontrati nel corso della missione. Il tutto senza dover avviare menu o lanciare particolari sessioni di gioco, visto che le componenti single e multi si fondono in maniera fluida e interconnessa: basta scavalcare una recinzione presente in una parte precisa della mappa di gioco ed ecco che la nostra avventura è pronta per trasformarsi in qualcosa di completamente diverso, dinamico e imprevedibile.


Eroi da cucirsi su misura

The Division pesca a piene mani dagli scenari fanta-politici descritti con maestria dallo scrittore Tom Clancy. In questo caso l’incipit vede New York devastata da una terribile pandemia che non si sa bene come, perché e chi l’abbia rilasciata all’improvviso durante la festosa celebrazione in tutta la città del Black Friday. Le conseguenze sono terribili: i servizi di base vengono a mancare, cibo e acqua scarseggiano e per le strade il panico prende il sopravvento, trasformando la Grande Mela in un luogo spettrale e post-apocalittico nel giro di pochissimo tempo. I superstiti si dividono praticamente in due gruppi: coloro che cercano di sopravvivere e coloro che, riunendosi in gruppi e gang armate, desiderano soggiogare i più deboli e costruire un nuovo ordine sociale basato sul terrore e il costante sopruso. Nel mezzo ci siamo noi, agenti speciali della Divisione, un’unità segreta del governo che ha il compito di riportare l’ordine per le strade, difendere quando possibile coloro che sono in pericolo e soprattutto fare luce su quanto è accaduto e scoprire chi ha scatenato questa epidemia.


Uno dei grandi pregi di The Division risiede nella grande libertà concessa al videogiocatore nel personalizzare il proprio personaggio: armi, abilità e capacità tattiche uniche possono essere selezionate senza particolari restrizioni di classe come solitamente accade negli RPG. A inizio gioco ci viene infatti chiesto di selezionare un profilo e una storia di fondo che meglio identifica il nostro alter ego, il quale può essere maggiormente votato al supporto medico, a quello tattico con gadget hi-tech, agli attacchi dalla distanza o più ravvicinati e così via. Nel corso dell’avventura però nessuna abilità ci è preclusa così da dare vita a un personaggio veramente cucito su misura, unico, in grado di riflettere al meglio il nostro stile di gioco preferito. E se dopo qualche ora non ci piace come stiamo portando avanti il personaggio, è sempre possibile ridistribuire i punti esperienza e le abilità in maniera diversa e testare il tutto per le strade di New York fino a trovare il perfetto bilanciamento tra armi, abilità ed aspetto estetico, senza trascurare come tutto questo si va a integrare nel team formato con i propri amici, dove spesso i punti di forza dell’uno vanno ad assistere le debolezze dell’altro e viceversa.


Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio

Quello che rende The Division veramente speciale è però la Zona Nera, ovvero quella che potremmo definire come l’area destinata alla modalità Player vs Player (PvP), al multiplayer competitivo, ma che nel gioco Ubisoft è stata concepita in maniera diversa dal solito. Come dichiarato da Petter Mannerfelt, Production Director del gioco, The Division è fondamentalmente un titolo online multiplayer, basato sull’essere connessi e sul fare gruppo con altri giocatori, che già si conoscono o che si incontrano nel gioco. Si può anche giocare da soli e portare a termine l’avventura in questo modo, decidendo di volta in volta se e quando entrare nella Zona Nera, e se fare ciò accompagnati da qualcuno o come eroi solitari e poi gestire la partita in modo dinamico in base agli incontri che si fanno. Nella Zona Nera, infatti, si entra per recuperare equipaggiamenti di alto livello, i migliori del gioco, che sono rimasti perduti nell’area contaminata. Il bottino fa quindi gola a molti altri giocatori come noi, oltre che ai nemici controllati dall’intelligenza artificiale, i quali faranno di tutto per metterci i bastoni tra le ruote. Girare per la Zona Nera è quindi altamente pericoloso ed è per questo che è consigliabile entrarci in compagnia di altri tre amici, oppure di stringere un’alleanza con altri solitari avventurieri che si possono incontrare lungo l’esplorazione, sempre che le pallottole non abbiano viaggiato più veloci delle parole.


A rendere le alleanze, anche quelle all’apparenza più salde, fragili come cristallo è però il meccanismo di riscossione dell’equipaggiamento pensato dalle menti diaboliche dei Massive Entertainment: una volta giunti incolumi al bottino, è necessario chiamare un elicottero per effettuarne l’estrazione e la successiva decontaminazione. Peccato che il razzo di segnalazione per l’elicottero ha il difetto di indicare la nostra posizione anche a tutti gli altri giocatori e i nemici controllati dall’IA presenti nella mappa, che potrebbero decidere di assaltarci per rubarci il bottino. I 90 secondi necessari per compiere l’estrazione è quindi molto probabile che si riveleranno i più lunghi della propria vita, se non i più amari nel caso un membro del nostro team decidesse all’ultimo istante di tradirci, ucciderci e scappare con il bottino proprio sul più bello. In tal caso non ci resta che attendere il conto alla rovescia per rientrare in partita e sperare che gli altri giocatori ci vendichino dando la caccia all’agente traditore, che diventerà ben visibile sul radar. La Zona Nera è quindi un luogo tanto pericoloso quanto affascinante, che rimescola le meccaniche e le strategie del gaming online, e valorizza quel mix già di alto spessore di single, multi, online, storia e open world che contraddistingue The Division.


SCHEDA DEL GIOCO

Sviluppatore: Massive Entertainment
Produttore:
Ubisoft
Distributore:
Ubisoft
Genere:
Gioco di Ruolo d’azione online
Piattaforme: PS4
, Xbox One, PC

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